CLAUDIO MATARAZZO
Nella prospettiva epicurea, di cui Lucrezio è portatore, i simulacra sono immagini atomiche che provengono da tutto ciò che circonda e colpiscono i nostri organi di senso; se, tuttavia, non ci fosse l'anima e, con essa, la sua capacità di riflettere su di essi, non si potrebbero avere sensazioni. I simulacra vengono anche da Lucrezio accostati a membrane o alla corteccia, poiché, in effetti, le membrane e la corteccia ne sono il corrispettivo visivo. Volteggiando nell'aria, giungono ai nostri organi di senso, riportando fedelmente la forma dell'oggetto quale esso è (i simulacra possono tuttavia anche riportare l'interno dei corpi da cui provengono, anche la disposizione mentale degli individui da cui giungono). Questa emissione di pellicole degli oggetti si configura come un flusso continuo e ciò vale per tutti gli oggetti del mondo.

{...E infatti questi simulacri sono di tessuto molto più sottile,
in confronto a quelli che occupano gli occhi e provocano il vedere,
poiché questi penetrano per i pori del corpo e dentro destano
la sottile natura dell'animo e ne provocano la sensibilità...}

De Rerum Natura - Sulla natura delle cose, Tito Lucrezio Caro
I secolo a.C.

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