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"Claudio Matarazzo ci regala immagini di altissimo livello che lo portano al periodo di un neorealismo francese. Il suo recupero di una fotografia umanista che lo mette al pari di Boubat e Brassai."

Vasco Ascolini
Maestro Fotografia Italiana




Intervista Radiofonica "Commento in Studio".

Donatella Pohar
Vicedirettore Radio Capodistria (RTVSLO.si)




Great beautiful images series by the prestigious Italian photographer Claudio Matarazzo, inspired by my album 'Tangible' and its concept. Claudio wrote... "Tangible è una strada che va nei ricordi. Memorie d'infanzia, segni dell’adolescenza, i sentimenti e tutti i moti dell’anima. Le partenze per chissà quali destinazioni, per poi tornare sempre dentro di noi, dove tutto rimane e resta ancora vivo e tangibile"

Bruno Sanfilippo
Maestro pianista compositore




"ad21 presenting a beautiful images series by the prestigious Italian photographer Claudio Matarazzo, inspired by the album 'Tangible' and its concept.
“Tangible” è una strada che va nei ricordi. Memorie d'infanzia, segni dell’adolescenza, i sentimenti e tutti i moti dell’anima. Le partenze per chissà quali destinazioni, per poi tornare sempre dentro di noi, dove tutto rimane e resta ancora vivo e tangibile. C.Matarazzo."

ad21




"Claudio Matarazzo esplora panorami in-finiti, vasti e frastagliati, superfici discontinue nelle quali coglie l’eco del mistero emotivo. Ogni scatto si rivela come icona dai riflessi sacri: rare connessioni indicano vie di fuga della vita, pensieri e modi di sentire da artista visivo di questo nostro tempo buio. I suoi luoghi accolgono una specie di magia, un’energia particolare da leggere senza fantasia, perché in ogni opera c’è vita vera, notturna, lenta e silenziosa, esperita in solitudine. Il vuoto si compiace di essere colmo di poco, vivo di niente."

Alessandra Santin
Fondazione Giovanni Santin Onlus




"Claudio Matarazzo ha una particolare dedizione e attrazione per l’attimo in cui la scena si trasforma, il momento fugace ma preciso in cui un’immagine si imprime negli occhi e nella mente ma se la cerchi non puoi più ritrovarla. Affascinato dalla figura del flâneur che emerge nel testo di Baudelaire “Lo spleen di Parigi”, Matarazzo si muove nell’oscurità alla ricerca degli angoli parigini che ogni città cela, desidera carpire quell’istante, prima che diventi evanescente, come se l’immagine fosse l’eco di un suono lontano che attrae l’attenzione della macchina fotografica. Questo tipo di percezione è attiva soprattutto durante un viaggio, fuori dagli ambienti conosciuti, eppure Matarazzo ricerca queste tracce mentre cammina, in una sorta di "transurbanza", nei comuni momenti quotidiani e, naturalmente nel silenzioso andare notturno. Forse avviene così un momento magico, in una specie di spazio sospeso e insondato, uno spazio temporale che viene accolto e sentito come un preludio di."

Chiara Stival
Li[ b ]reriamoci




"Una dedizione particolare per quell’attimo in cui la scena muta e tutto appare come fugace e fulmineo, indimenticabile ma non più “ritrovabile”. È un istante che vale il match, senza sconti il tutto nell’errante silenzio notturno, sospeso e magicamente insondato e nostalgico."

Mauro Lama
"Il nuovo Terraglio"




"Saper vedere non dipende dalle diottrie dei nostri occhi, ma dalla qualità della nostra mente.
Ecco quindi che c’è chi sa leggere il mondo e chi è cieco.
Chi si affida ai propri mezzi fisici e si avvale inoltre di un mezzo meccanico per mantenere in memoria e saper condividere con altri questa sua capacità, lo fa attraverso l’obiettivo di un apparato fotografico.
Quando Claudio Matarazzo ha cominciato a selezionare la visione del mondo a lui vicino e conosciuto, ha incamerato una lunga serie di immagini che ne hanno inconsapevolmente arricchito il bagaglio visivo.
Si è accorto di possedere questo tesoro interiore, lo ha scoperto spontaneamente, quasi per caso e lo ha valorizzato con l’aiuto del sistema fotografico.
Tutta questa ricchezza è quindi emersa.
Non basta vedere, bisogna amare ciò che si vede e appassionarsi alla sua comunicazione.
Non c’è quindi più nulla che sfugge allo sguardo e si carica di forza espressiva.
Luoghi, case, persone sono le protagoniste di storie efficaci e serene.
Colore o bianco/nero non sono fondamentali per chi ne fa il giusto uso, cioè valorizzante di chi o cosa viene ritratto.
La grande scuola personale e il contributo della ricerca hanno fatto, di un semplice uomo, un artista che sotto il nome di Claudio Matarazzo cela una grande esperienza di ricerca di linguaggi che valorizzano se stesso e questo mondo circostante che lo ha accompagnato già dai primi passi reali, fino a quelli nuovi del mezzo fotografico.
Ci possiamo aspettare, quindi, di tutto da lui, perché la curiosità è la partenza e la ricerca della qualità è la caratteristica visibile di ogni suo passo nel campo dell’Arte di ieri, di oggi e, sicuramente, del suo domani."

Francesca Cursi
Scrittrice e Critica d'Arte
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